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Parodontite e gravidanza: perché controllare le gengive durante l’attesa

Parodontite e gravidanza: perché controllare le gengive durante l’attesa

La gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti. Il corpo della donna si adatta gradualmente alla crescita del bambino attraverso modificazioni ormonali, vascolari, metaboliche e immunitarie.

Questi cambiamenti possono interessare anche la bocca.

Durante l’attesa, infatti, le gengive possono diventare più sensibili alla presenza della placca batterica. Possono apparire gonfie, arrossate e sanguinare più facilmente durante lo spazzolamento o l’uso degli strumenti interdentali.

È una situazione frequente, ma non deve essere considerata inevitabile o priva di importanza.

Il sanguinamento gengivale è sempre un segnale di infiammazione. La gravidanza può rendere questa risposta più evidente, ma la presenza della placca continua a essere un elemento determinante.

Controllare la salute delle gengive durante l’attesa significa proteggere la mamma da dolore, infezioni e progressione della malattia parodontale. Non significa, invece, poter garantire la prevenzione delle complicanze della gravidanza.

Che cosa succede alle gengive durante la gravidanza?

Durante la gravidanza aumentano i livelli di alcuni ormoni, in particolare estrogeni e progesterone.

Queste variazioni possono modificare:

  • la risposta dei tessuti gengivali alla placca;

  • la permeabilità dei piccoli vasi sanguigni;

  • la quantità di sangue che raggiunge le gengive;

  • alcuni meccanismi della risposta immunitaria;

  • l’equilibrio dei microrganismi presenti nella bocca.

Di conseguenza, una quantità di placca che prima provocava sintomi lievi può determinare una reazione gengivale più evidente.

Le gengive possono diventare:

  • rosse;

  • gonfie;

  • sensibili;

  • lucide;

  • più inclini al sanguinamento;

  • fastidiose durante lo spazzolamento.

L’infiammazione gengivale tende spesso ad aumentare nel corso della gravidanza, anche quando la donna cerca di mantenere una buona igiene orale. Ciò non significa però che non sia possibile controllarla: la rimozione quotidiana della placca e le cure professionali rimangono fondamentali.

Che cos’è la gengivite gravidica?

Con l’espressione gengivite gravidica si indica un’infiammazione delle gengive che compare o diventa più evidente durante la gravidanza.

Può manifestarsi con:

  • sanguinamento durante lo spazzolamento;

  • gonfiore;

  • arrossamento;

  • sensibilità;

  • alito cattivo;

  • sensazione di tensione gengivale.

La gengivite non comporta necessariamente la perdita dell’osso che sostiene i denti. Quando viene riconosciuta e trattata correttamente, può generalmente essere controllata.

La gravidanza, tuttavia, non è la causa unica della gengivite.

Gli ormoni aumentano la reattività dei tessuti, ma l’infiammazione si sviluppa soprattutto in presenza di placca batterica. Per questo la pulizia quotidiana rimane essenziale.

La gravidanza provoca la parodontite?

No. La gravidanza non provoca automaticamente la parodontite.

La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che coinvolge i tessuti più profondi che sostengono i denti:

  • gengiva;

  • legamento parodontale;

  • cemento radicolare;

  • osso alveolare.

In una donna che presenta già una parodontite, i cambiamenti della gravidanza possono rendere l’infiammazione più evidente o più difficile da controllare.

Il rischio può aumentare soprattutto quando sono presenti:

  • abbondante placca;

  • tartaro;

  • precedenti problemi parodontali;

  • fumo;

  • diabete;

  • scarsa regolarità nei controlli;

  • difficoltà a lavare i denti a causa della nausea;

  • alimentazione ricca di zuccheri frequenti;

  • riduzione della saliva;

  • predisposizione individuale.

Una gengivite non trattata non si trasforma necessariamente in parodontite in tutte le persone. In presenza di suscettibilità individuale e altri fattori di rischio, però, l’infiammazione può progredire.

Qual è la differenza tra gengivite e parodontite?

La differenza principale riguarda la profondità del danno.

Gengivite

La gengivite interessa prevalentemente i tessuti gengivali superficiali.

I sintomi più comuni sono:

  • sanguinamento;

  • gonfiore;

  • arrossamento;

  • sensibilità.

Non è presente una perdita irreversibile del supporto del dente.

Parodontite

Nella parodontite l’infiammazione coinvolge i tessuti più profondi.

Può causare:

  • formazione di tasche parodontali;

  • perdita di attacco;

  • riassorbimento dell’osso;

  • recessioni gengivali;

  • mobilità dentale;

  • spostamento dei denti;

  • difficoltà nella masticazione;

  • perdita degli elementi dentali.

Per distinguere le due condizioni è necessaria una valutazione professionale. Il semplice sanguinamento non permette di stabilire da solo la gravità del problema.

Quali segnali non dovrebbero essere ignorati?

Durante la gravidanza è consigliabile richiedere una valutazione odontoiatrica in presenza di:

  • gengive che sanguinano frequentemente;

  • sanguinamento spontaneo;

  • gonfiore persistente;

  • dolore;

  • alito cattivo che non migliora;

  • sapore sgradevole;

  • presenza di pus;

  • recessioni gengivali;

  • mobilità dentale;

  • difficoltà nella masticazione;

  • gonfiore del viso;

  • febbre associata a un problema dentale;

  • ulcere o lesioni che non guariscono;

  • aumento di volume localizzato sulla gengiva.

La parodontite può progredire anche senza dolore intenso. Aspettare che il problema diventi doloroso può ritardare la diagnosi.

Che cos’è il granuloma gravidico?

Durante la gravidanza può comparire un piccolo aumento di volume gengivale, spesso rosso e facilmente sanguinante.

Viene comunemente chiamato granuloma gravidico o epulide gravidica.

Non è un tumore maligno. Si tratta generalmente di una reazione infiammatoria favorita da:

  • cambiamenti ormonali;

  • presenza di placca;

  • tartaro;

  • irritazioni locali;

  • margini di restauri o protesi poco adatti.

Può comparire soprattutto tra i denti e sanguinare anche con un lieve contatto.

In alcuni casi si riduce dopo il parto, ma deve comunque essere valutato dal dentista per confermare la diagnosi ed escludere altre condizioni.

La necessità di trattarlo dipende da dimensioni, sanguinamento, fastidio e difficoltà nell’igiene.

Esiste un collegamento tra parodontite e complicanze della gravidanza?

Numerosi studi hanno esaminato il possibile rapporto tra malattia parodontale materna e alcuni esiti ostetrici, tra cui:

  • parto pretermine;

  • basso peso alla nascita;

  • preeclampsia;

  • ridotta crescita fetale;

  • diabete gestazionale.

Le revisioni disponibili hanno osservato associazioni tra parodontite e alcune di queste complicanze. Una revisione del 2025 ha concluso che le donne con parodontite presentano un piccolo aumento del rischio di parto pretermine, con un livello moderato di certezza delle evidenze.

Altre meta-analisi hanno rilevato associazioni con parto pretermine, basso peso alla nascita e preeclampsia.

Questi risultati devono però essere interpretati con prudenza.

Associazione non significa causa

Quando una determinata condizione viene osservata più frequentemente insieme a un’altra, si parla di associazione.

Questo non dimostra automaticamente che la prima sia la causa diretta della seconda.

Le complicanze ostetriche dipendono da numerosi fattori, tra cui:

  • età materna;

  • precedenti gravidanze;

  • condizioni della placenta;

  • ipertensione;

  • diabete;

  • infezioni;

  • fumo;

  • alimentazione;

  • peso corporeo;

  • predisposizione genetica;

  • condizioni sociali;

  • accesso alle cure;

  • altre patologie.

Molti di questi elementi possono influenzare contemporaneamente la salute orale e l’andamento della gravidanza.

È quindi difficile stabilire quanto del rischio osservato dipenda direttamente dalla parodontite e quanto dai fattori condivisi.

Perché si studia questa possibile relazione?

La parodontite rappresenta una fonte persistente di infiammazione.

Nelle tasche parodontali sono presenti batteri e tessuti infiammati. In alcune circostanze, microrganismi, loro componenti e mediatori infiammatori possono raggiungere il circolo sanguigno.

La ricerca sta approfondendo due possibili meccanismi.

Infiammazione sistemica

Le gengive infiammate producono molecole coinvolte nella risposta immunitaria.

Queste sostanze possono entrare nel sangue e contribuire al carico infiammatorio generale dell’organismo.

Durante la gravidanza, un eccesso di infiammazione viene studiato per il possibile ruolo nei processi che regolano placenta, membrane fetali e inizio del travaglio.

Diffusione di batteri o componenti batteriche

Alcuni batteri associati alla parodontite sono stati individuati anche in tessuti e distretti lontani dalla bocca.

È stata quindi ipotizzata una possibile diffusione attraverso il sangue.

Questi meccanismi sono biologicamente plausibili, ma non dimostrano che la parodontite sia la causa diretta di una complicanza ostetrica.

Curare la parodontite previene il parto prematuro?

Al momento non è possibile affermarlo con certezza.

Il trattamento parodontale durante la gravidanza migliora la salute delle gengive ed è considerato sicuro quando correttamente indicato.

Gli studi sugli esiti ostetrici hanno però prodotto risultati non sempre uniformi.

Alcune meta-analisi hanno osservato una riduzione del rischio di parto pretermine e basso peso alla nascita dopo la terapia parodontale. Altre ricerche non hanno rilevato un beneficio significativo sugli esiti della gravidanza.

La European Federation of Periodontology sottolinea che il trattamento parodontale durante la gravidanza è sicuro ed efficace per migliorare le condizioni delle gengive, ma non sembra garantire la riduzione delle complicanze ostetriche.

La terapia deve quindi essere proposta per:

  • controllare la malattia gengivale;

  • ridurre il sanguinamento;

  • diminuire le tasche;

  • prevenire dolore e infezioni;

  • preservare i denti;

  • migliorare la qualità della vita della mamma.

Non deve essere presentata come una garanzia di prevenzione del parto prematuro o della preeclampsia.

Si può andare dal dentista durante la gravidanza?

Sì.

Le visite odontoiatriche e le cure necessarie non devono essere evitate soltanto perché la donna è incinta.

Le principali organizzazioni professionali indicano che le procedure preventive, diagnostiche e restaurative possono essere eseguite durante la gravidanza.

Rimandare un’infezione, un ascesso o un dolore importante può essere meno prudente rispetto a trattare il problema.

La programmazione dipende comunque da:

  • settimana di gravidanza;

  • condizioni generali;

  • eventuale gravidanza a rischio;

  • tipo di procedura;

  • farmaci assunti;

  • indicazioni del ginecologo;

  • comfort della paziente.

Qual è il trimestre migliore per le cure?

Le cure necessarie possono essere eseguite durante tutta la gravidanza.

Il secondo trimestre viene spesso considerato il periodo più confortevole per le procedure programmate, perché:

  • la nausea tende generalmente a ridursi;

  • la pancia non è ancora molto ingombrante;

  • la posizione sulla poltrona è spesso meglio tollerata.

Questo non significa che nel primo o nel terzo trimestre non si possa intervenire.

Un dolore, un’infezione o un’urgenza non dovrebbero essere rimandati senza una valida ragione clinica.

Nel terzo trimestre possono essere utili sedute più brevi e piccoli adattamenti della posizione, soprattutto quando stare completamente sdraiate provoca fastidio, nausea o capogiri.

È necessaria l’autorizzazione del ginecologo?

Per una gravidanza fisiologica, una semplice visita o un’igiene professionale non richiedono necessariamente un’autorizzazione formale.

Il confronto con il ginecologo può però essere opportuno quando sono presenti:

  • gravidanza a rischio;

  • preeclampsia;

  • pressione elevata;

  • diabete gestazionale non controllato;

  • disturbi della coagulazione;

  • terapie farmacologiche particolari;

  • precedenti complicanze ostetriche;

  • necessità di procedure chirurgiche;

  • dubbi sulla prescrizione di farmaci.

Il dialogo tra odontoiatra e ginecologo permette di personalizzare meglio le cure.

Quali informazioni comunicare al dentista?

È importante riferire:

  • settimana di gravidanza;

  • data presunta del parto;

  • andamento della gravidanza;

  • eventuale gravidanza a rischio;

  • pressione alta;

  • diabete gestazionale;

  • problemi della coagulazione;

  • farmaci;

  • integratori;

  • allergie;

  • episodi frequenti di vomito;

  • indicazioni ricevute dal ginecologo.

Anche i farmaci considerati comuni devono essere comunicati.

Non bisogna sospendere o assumere autonomamente medicinali prima di una cura odontoiatrica.

L’igiene professionale è sicura?

La rimozione professionale di placca e tartaro può essere eseguita durante la gravidanza.

Può essere particolarmente utile quando sono presenti:

  • gengive infiammate;

  • sanguinamento;

  • abbondante tartaro;

  • difficoltà nell’igiene domiciliare;

  • precedente diagnosi di parodontite.

L’igiene professionale non danneggia il bambino.

Il trattamento viene adattato alla situazione della paziente, cercando di garantire comfort, sedute adeguate e controllo dell’infiammazione.

Si può trattare la parodontite durante la gravidanza?

Sì, quando la terapia è clinicamente indicata.

Il trattamento parodontale non chirurgico può comprendere:

  • istruzioni personalizzate per l’igiene;

  • rimozione di placca e tartaro;

  • trattamento delle superfici radicolari;

  • controllo delle tasche;

  • rivalutazione;

  • mantenimento periodico.

La terapia parodontale durante la gravidanza è considerata sicura ed efficace nel migliorare la salute gengivale.

Le procedure chirurgiche non urgenti possono, in alcuni casi, essere programmate dopo il parto. La decisione deve essere individuale e basata sulla gravità della malattia.

Le radiografie dentali sono permesse?

Una radiografia odontoiatrica può essere eseguita durante la gravidanza quando è realmente necessaria per formulare una diagnosi o pianificare una cura.

Le moderne radiografie dentali comportano dosi molto basse e l’esame viene effettuato adottando le misure di radioprotezione previste.

Gli esami radiologici non necessari possono essere rimandati, ma una radiografia utile per diagnosticare un’infezione o scegliere il trattamento corretto non dovrebbe essere esclusa automaticamente.

Le indicazioni professionali considerano sicure le procedure diagnostiche odontoiatriche appropriate durante la gravidanza.

Si può usare l’anestesia locale?

L’anestesia locale può essere utilizzata quando necessaria.

Evitare l’anestesia per paura può rendere la seduta dolorosa e aumentare lo stress della paziente.

La scelta del farmaco, della dose e della tecnica viene effettuata dall’odontoiatra in base alla procedura e alla situazione clinica.

L’American Dental Association indica che gli anestetici locali di uso odontoiatrico, compresa la lidocaina con adrenalina quando appropriata, possono essere utilizzati durante la gravidanza.

La paziente deve sempre comunicare allergie, problemi cardiovascolari e indicazioni ricevute dal ginecologo.

Farmaci e antibiotici

In alcune situazioni può essere necessario prescrivere:

  • analgesici;

  • antibiotici;

  • collutori;

  • prodotti per la sensibilità;

  • trattamenti locali.

Non tutti i farmaci sono adatti durante la gravidanza e la scelta deve essere effettuata dal professionista.

Non bisogna:

  • assumere antibiotici avanzati da precedenti terapie;

  • utilizzare farmaci consigliati da amici o familiari;

  • sospendere una terapia prescritta senza indicazione;

  • superare le dosi consigliate;

  • utilizzare prodotti naturali pensando che siano automaticamente sicuri.

In caso di dubbio, odontoiatra, medico e ginecologo possono confrontarsi.

Nausea e difficoltà nello spazzolamento

La nausea può rendere difficile lavare i denti, soprattutto nelle zone posteriori.

Per facilitare l’igiene può essere utile:

  • utilizzare uno spazzolino con testina piccola;

  • scegliere un dentifricio dal gusto delicato;

  • lavare i denti in un momento della giornata in cui la nausea è minore;

  • respirare lentamente attraverso il naso;

  • eseguire movimenti delicati;

  • dividere la pulizia in più momenti brevi.

La nausea non deve portare ad abbandonare completamente l’igiene, perché l’accumulo di placca può aumentare rapidamente l’infiammazione gengivale.

Vomito e acidità: cosa succede ai denti?

Il vomito e il reflusso espongono i denti agli acidi gastrici.

Questi acidi possono indebolire temporaneamente lo smalto e, nel tempo, favorire erosioni e sensibilità.

Dopo un episodio di vomito è preferibile:

  1. sciacquare la bocca con acqua;

  2. eventualmente utilizzare un risciacquo indicato dal professionista;

  3. evitare di spazzolare immediatamente;

  4. attendere prima di lavare i denti;

  5. utilizzare un dentifricio al fluoro;

  6. segnalare al dentista eventuale sensibilità.

Spazzolare subito potrebbe aumentare l’abrasione dello smalto temporaneamente ammorbidito dagli acidi.

Voglie, spuntini e rischio di carie

Durante la gravidanza possono cambiare:

  • appetito;

  • orari dei pasti;

  • preferenze alimentari;

  • frequenza degli spuntini.

Mangiare spesso alimenti zuccherati o bere frequentemente bevande dolci aumenta l’esposizione dei denti agli acidi prodotti dai batteri.

Non è necessario eliminare completamente ogni alimento dolce, ma è utile evitare un’assunzione continua durante la giornata.

Può essere preferibile:

  • consumare gli alimenti dolci durante i pasti;

  • bere acqua;

  • limitare bevande zuccherate;

  • scegliere spuntini meno cariogeni;

  • mantenere una buona igiene;

  • utilizzare un dentifricio al fluoro.

Diabete gestazionale e gengive

Il diabete gestazionale può aumentare la vulnerabilità alle infezioni e all’infiammazione gengivale, soprattutto quando la glicemia non è ben controllata.

Allo stesso tempo, la parodontite rappresenta una fonte cronica di infiammazione.

La presenza di entrambe le condizioni rende particolarmente importante:

  • controllare la glicemia;

  • seguire le indicazioni del medico;

  • mantenere una buona igiene;

  • effettuare una valutazione parodontale;

  • evitare il fumo;

  • rispettare i controlli.

Il dentista non modifica la terapia diabetologica, ma deve essere informato della diagnosi.

Il fumo durante la gravidanza

Il fumo rappresenta un importante fattore di rischio per:

  • parodontite;

  • perdita di osso;

  • ridotta risposta alle cure;

  • complicanze generali della gravidanza;

  • problemi cardiovascolari e respiratori.

Può inoltre ridurre il sanguinamento gengivale visibile, mascherando la presenza dell’infiammazione.

La cessazione del fumo deve essere affrontata con il supporto dei professionisti sanitari.

Come prendersi cura delle gengive ogni giorno

La routine deve essere semplice, regolare e personalizzata.

Lavare i denti almeno due volte al giorno

È possibile utilizzare uno spazzolino manuale o elettrico.

Uno spazzolino morbido può essere più confortevole quando le gengive sono sensibili, ma deve essere usato con una tecnica efficace.

Non esercitare una pressione eccessiva

Premere troppo non elimina meglio la placca e può irritare le gengive.

Utilizzare un dentifricio al fluoro

Il fluoro contribuisce a proteggere i denti dalla carie e può essere particolarmente utile in presenza di vomito, reflusso o spuntini frequenti.

Pulire gli spazi interdentali

Lo spazzolino non raggiunge completamente le zone tra i denti.

A seconda della situazione possono essere indicati:

  • scovolini;

  • filo interdentale;

  • archetti;

  • strumenti specifici per protesi o impianti.

Non interrompere la pulizia perché le gengive sanguinano

Il sanguinamento è generalmente legato all’infiammazione, non al fatto che lo spazzolino stia necessariamente danneggiando la gengiva.

Smettere di pulire favorisce l’accumulo di altra placca.

È preferibile continuare delicatamente e richiedere una valutazione.

Pulire la lingua

La superficie della lingua può trattenere batteri e contribuire all’alito cattivo.

La pulizia deve essere delicata, soprattutto in presenza di nausea.

Bere acqua regolarmente

Una buona idratazione aiuta in caso di bocca secca e contribuisce alla normale funzione della saliva.

I collutori sono sempre necessari?

No. Il collutorio non sostituisce spazzolino e pulizia interdentale.

Alcuni prodotti possono essere utili in situazioni specifiche, ma devono essere scelti in base alle condizioni della paziente.

Durante la gravidanza è preferibile evitare l’uso autonomo e prolungato di collutori medicati.

Il professionista può indicare:

  • tipo di prodotto;

  • durata;

  • frequenza;

  • modalità di utilizzo.

Come prepararsi alla visita odontoiatrica

Prima dell’appuntamento può essere utile:

  • mangiare normalmente, salvo diversa indicazione;

  • assumere i farmaci prescritti;

  • portare l’elenco delle terapie;

  • comunicare la settimana di gravidanza;

  • segnalare nausea o difficoltà a stare sdraiate;

  • portare eventuali indicazioni del ginecologo;

  • informare il personale in caso di ansia;

  • programmare sedute più brevi se necessario.

Nel terzo trimestre, una posizione leggermente inclinata o spostata sul fianco può migliorare il comfort.

Perché è utile controllare le gengive anche prima della gravidanza?

Quando possibile, una visita odontoiatrica prima del concepimento permette di:

  • individuare gengiviti e parodontiti;

  • trattare le infezioni;

  • controllare carie e restauri;

  • migliorare l’igiene;

  • programmare eventuali cure;

  • ridurre il rischio di urgenze durante l’attesa.

La European Federation of Periodontology sottolinea che trattare la malattia parodontale prima della gravidanza può essere preferibile, soprattutto quando sono già presenti condizioni gengivali importanti.

Naturalmente, una gravidanza già iniziata non rappresenta un motivo per rinunciare alle cure necessarie.

Che cosa succede dopo il parto?

Dopo la nascita, l’infiammazione gengivale legata alle variazioni ormonali può ridursi.

Questo non significa che ogni problema scompaia automaticamente.

Se sono presenti:

  • placca;

  • tartaro;

  • tasche parodontali;

  • perdita di osso;

  • carie;

  • restauri non adeguati;

sarà comunque necessario intervenire.

Il periodo successivo al parto può inoltre rendere più difficile mantenere una routine regolare a causa di:

  • stanchezza;

  • cambiamenti negli orari;

  • allattamento;

  • riduzione del tempo disponibile;

  • maggiore attenzione dedicata al neonato.

Programmare già durante la gravidanza un controllo successivo può aiutare a non trascurare la propria salute.

Salute orale della mamma e salute del bambino

Prendersi cura della bocca della mamma è importante anche per le abitudini che verranno trasmesse al bambino.

Dopo la nascita, i batteri responsabili della carie possono passare dagli adulti al bambino attraverso la saliva.

È quindi consigliabile:

  • curare eventuali carie;

  • mantenere una buona igiene;

  • evitare di condividere cucchiaini;

  • non pulire il ciuccio con la propria bocca;

  • iniziare l’igiene orale del bambino secondo le indicazioni pediatriche;

  • programmare i primi controlli odontoiatrici nei tempi consigliati.

Questo argomento riguarda soprattutto la prevenzione della carie e non deve essere confuso con il rapporto tra parodontite e complicanze ostetriche.

Quando contattare rapidamente il dentista?

È opportuno richiedere una valutazione tempestiva in presenza di:

  • dolore intenso;

  • gonfiore del viso;

  • pus;

  • febbre;

  • difficoltà ad aprire la bocca;

  • difficoltà a deglutire;

  • trauma dentale;

  • sanguinamento gengivale molto abbondante;

  • dente rotto con dolore;

  • aumento di volume che cresce rapidamente.

Un’infezione orale non dovrebbe essere trascurata o gestita soltanto con antidolorifici.

 

Durante la gravidanza le gengive possono reagire in modo più intenso alla placca batterica.

Sanguinamento, gonfiore e sensibilità sono frequenti, ma non devono essere considerati normali al punto da essere ignorati.

La gravidanza non causa automaticamente la parodontite, ma può rendere più evidente o più difficile da controllare una malattia già presente.

Gli studi hanno osservato associazioni tra parodontite e alcuni esiti ostetrici avversi, come parto pretermine, basso peso alla nascita e preeclampsia. Queste associazioni non dimostrano però che la malattia gengivale sia la causa diretta delle complicanze.

Le cure odontoiatriche necessarie, l’igiene professionale e il trattamento parodontale possono essere eseguiti durante la gravidanza, adattandoli alle condizioni individuali.

Prendersi cura delle gengive durante l’attesa significa:

  • ridurre l’infiammazione orale;

  • prevenire dolore e infezioni;

  • conservare i denti;

  • mantenere una buona masticazione;

  • affrontare la gravidanza con maggiore serenità;

  • proteggere la salute della mamma.

La salute orale fa parte della salute generale della donna, prima, durante e dopo la gravidanza.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione odontoiatrica, medica o ginecologica. Cure, farmaci, esami e frequenza dei controlli devono essere stabiliti in base alle condizioni individuali della paziente.